LA FORCHETTA CURIOSA

Piatti della tradizione ligure e piemontese in ricette che risalgono fino al '500.
Vini prodotti con metodo biodinamico. In piazza Negri a Genova.

Località: Genova Mappa
Indirizzo: Piazza Negri, 5 R (Teatro della Tosse)

Cap: 16123
Telefono: 010 2511289
Sito internet: www.ristorantigenova.com/laforchettacuriosa.htm
E-mail: info@laforchettacuriosa.com
Posti a sedere: 50 interno - 20 dehors  
     

 

Siamo facilmente raggiungibili in quanto ci troviamo in pieno centro storico e di fronte al Teatro della Tosse, da stradone S. Agostino a 350 mt. da Piazza Carignano.

GenovaA partire dal lunedì 5 novembre 2007, il ristorante La Forchetta Curiosa (piazza Negri), è aperto anche a pranzo. La cucina è funzionante a partire dalle ore 12.00.

Per le buone forchette le alternative in giro non mancano. Ma per chi è spinto al ristorante da uno stimolo diverso dal languore, per quelli che vogliono fare un'esperienza gastronomica e conoscitiva al tempo stesso, ha aperto l'osteria La Forchetta Curiosa. Si trova in piazza Negri, di fronte al Teatro della Tosse e alla Chiesa di Sant'Agostino, ed è aperto per la cena. Il proprietario è Roberto Gillo, già ideatore del wine bar Vigna del Mar, che oggi punta sulle ricette dell'antica tradizione ligure e piemontese. Il menù presenta piatti di terra e di mare, spesso unendo ingredienti provenienti da queste due terre. Lo scambio e la commistione culturale hanno prodotto in passato cibi come le acciughe in salsa di nocciole o l'insalata di stoccafisso con pinoli e noci. Alcune delle proposte in lista risalgono addirittura al Cinquecento. Vero punto di forza dell'osteria sono i vini, tutti rigorosamente prodotti con il metodo biodinamico - ovvero senza l'impiego della chimica né in vigna né in cantina - selezionati con un occhio di riguardo alla qualità e al rapporto qualità/prezzo. Ricercati anche i dolci, a loro volta fatti in casa, che riservano non poche sorprese.

«Siamo andati a studiare vecchi libri di cucina - dice Gillo - recuperando ricette quasi dimenticate. Il menù varia in base ai prodotti di stagione: al pesce, non di portata, si aggiungono funghi, carciofi, trippe, polente. Non mancano le tipicità sempreverdi come il pesto, il minestrone alla genovese con lo scucuzzun (un particolare tipo di pasta n.d.r.)». Tra le specialità l'antipasto Tartrà - soufflè con erbette, salsa rosa e mentuccia -, mezzelune con pinoli e mandorle, l'arrosto con nocciole, seppie in buridda, e totani ripieni.

Da tutta Italia, e non solo, arrivano invece i vini. Dal Ribolla Gialla di Movia di passa a Frappato di Vittoria o Nero d'Avola dell'azienda di Arianna Occhipinti, Trebbiano e o Montepulciano d'Abruzzo (Emidio Pepe). E ancora rossese, granaccia e pigato di Valle Ponci, il vermentino di Cascina Praiè, i vini piemontesi di Alselma (dolcetto e barbera), il particolare dolcetto Nibio o il barbera Mounbè di Cascina degli Ulivi. Tra i dolci si segnala il cobeletto, un cestino di pasta ripieno di frutta.

La filosofia è tipicamente Slow Food, con un elemento di creatività aggiunto: «indispensabile per attirare la curiosità della gente in un contesto sempre più selettivo come quello della ristorazione», dice Gillo, e grande attenzione alla qualità delle proposte. La spesa parte dai 25/30 Eu e varia in funzione di quello che si mangia e si beve. Sono previste anche degustazione con produttori vinicoli.

 

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